Cos’è lo Yoga Posturale

Lo Yoga Posturale è una sinergia fra lo yoga classico e la ginnastica della postura, ossia dell’allineamento corretto di ciascuna parte del corpo, il cui scopo ultimo è il raggiungimento di un benessere del corpo e della mente.

Insegnante Yoga - Patrizia Regnante

Patrizia Regnante

Insegnante Hatha Yoga, Yoga Posturale, Yoga Tibetano

Con il termine “postura” s’intende la posizione del corpo nello spazio, vale a dire in un luogo spaziale nel quale si entra in contatto con altri corpi e con l’ambiente esterno; la postura così si adatta al luogo fisico in cui si trova interagendo con esso.

Ogni forma posturale deriva dal passato individuale, quindi soggettiva riguardo l’ereditarietà, l’ambiente socio-culturale, la dieta e lo stile di vita, dai fattori dello stato psico-fisico, dai traumi.

Questo tipo di Yoga mira così al concetto di “propriocezione”, la percezione di sé nello spazio, intendendo la capacità “dell’ascolto di sè”, concetto cardine dello Yoga classico.

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Yoga Posturale com’è nato

Lo Yoga posturale è nato in India, quando antichi maestri variarono alcune posizioni – asana – intensificandole fisicamente, permettendo al corpo di passare fluidamente da un’asana all’altra (in precedenza le posizioni erano “mezzi” per la meditazione).

In Occidente, fra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento, nasce l’idea di alcuni studiosi, artisti, filosofi che credevano alla teoria, secondo la quale ogni essere umano è unico e sarebbe in grado di avvicinarsi il più possibile alla perfezione del corpo e della mente.

Un’eccelsa studiosa francese, Françoise Mézières fisioterapista dell’inizio del secolo scorso, osservando la magnificenza delle statue e delle sculture classiche greche, arrivò a sostenere che l’individuo possiede in sé le potenzialità per migliorarsi sempre di più aspirando all’armonia delle statue greche, avendo ben presente che l’armonia del corpo è sostenuta dall’equilibrio della mente e viceversa.

Diede così inizio ad una serie di studi e valutazioni giungendo alla conlcusione che per curare la persona occorreva innanzitutto rieducare la sua postura, quindi la sua forma, attraverso una serie di esercizi mirati all’allungamento e alla flessiblità muscolare.

Ulteriori indagini sull’anatomia la portarono a decretare che ciascun muscolo è collegato ad un altro e che quindi tutti i muscoli sono in stretta correlazione come una “catena”, per cui agendo su un singolo segmento di muscolo, l’intera “catena miofasciale” ne avrebbe tratto giovamento.

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